Fondazione Irene Ets
Via Isonzo 149
, 04100 Latina (LT)
Tel: +39 389 446 6605
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L’ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder), o disturbo da deficit di attenzione e iperattività, è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da difficoltà persistenti di attenzione e/o iperattività e impulsività. Può influenzare la vita scolastica, lavorativa, familiare e sociale, manifestandosi in modo diverso a seconda dell’età e delle caratteristiche individuali.
Quando si parla di ADHD, si pensa spesso a un bambino che non riesce a stare seduto o interrompe continuamente gli altri. In realtà, i sintomi possono essere meno evidenti e includere difficoltà organizzative, dimenticanze, distrazione frequente e irrequietezza interiore.
Conoscere i sintomi dell’ADHD e le differenze tra le manifestazioni nei bambini e negli adulti, così come tra donne e uomini, aiuta a riconoscere eventuali segnali e a comprendere quando può essere utile rivolgersi a uno specialista.
I sintomi dell’ADHD vengono generalmente suddivisi in tre aree: disattenzione, iperattività e impulsività. Ogni persona può presentare una combinazione diversa di queste caratteristiche.
Disattenzione. Può comportare difficoltà a mantenere la concentrazione, seguire istruzioni articolate, organizzare le attività e portare a termine i compiti. Sono possibili anche dimenticanze frequenti, perdita di oggetti, distrazione per stimoli esterni ed errori dovuti alla difficoltà di prestare attenzione ai dettagli.
Iperattività. Nei bambini può manifestarsi attraverso movimento continuo, difficoltà a rimanere seduti e tendenza a parlare molto. Negli adulti può assumere forme meno evidenti, come irrequietezza interiore, bisogno di essere sempre occupati o difficoltà a rilassarsi.
Impulsività. Riguarda la difficoltà a fermarsi prima di agire o di parlare. Può tradursi nell’interrompere gli altri, rispondere prima che una domanda sia terminata, faticare ad aspettare il proprio turno o prendere decisioni senza valutarne adeguatamente le conseguenze.
Non tutte le persone presentano gli stessi sintomi. In base alle caratteristiche prevalenti, si distinguono una presentazione prevalentemente disattentiva, una prevalentemente iperattiva-impulsiva e una combinata.
I sintomi dell’ADHD nei bambini possono diventare più evidenti con l’inizio della scuola, quando aumentano le richieste di attenzione, organizzazione e autocontrollo.
Un bambino potrebbe distrarsi durante le lezioni, dimenticare frequentemente il materiale scolastico, interrompere i compagni o faticare a rispettare i turni durante un gioco. Altri bambini, invece, possono apparire tranquilli, ma perdere spesso il filo delle attività, fantasticare durante le spiegazioni o aver bisogno di un aiuto costante per completare i compiti.
Questi comportamenti possono incidere sul rendimento scolastico, sulle amicizie e sulla vita familiare. Il bambino può essere giudicato disordinato, svogliato o troppo vivace, quando in realtà incontra difficoltà che non riesce ancora a gestire autonomamente.
È importante, tuttavia, distinguere i normali comportamenti dell’infanzia dai segnali di un disturbo del neurosviluppo. Distrarsi o muoversi molto non significa necessariamente avere l’ADHD. Per una valutazione è necessario considerare la persistenza dei sintomi, la loro intensità rispetto all’età, la presenza in più contesti e l’impatto sulla vita quotidiana.
I sintomi dell’ADHD negli adulti possono essere meno evidenti rispetto a quelli osservati nell’infanzia, ma continuare a influenzare significativamente la quotidianità.
L’iperattività motoria può diventare meno marcata, mentre possono persistere difficoltà di concentrazione, organizzazione e gestione degli impulsi. Le responsabilità lavorative, domestiche e relazionali possono rendere queste difficoltà particolarmente impegnative.
Tra le manifestazioni più comuni troviamo:
Una persona adulta con ADHD può avere buone competenze e conoscere perfettamente le proprie responsabilità, ma incontrare ostacoli nell’iniziare un compito, distribuire il tempo o completarlo entro la scadenza. Queste difficoltà non indicano necessariamente pigrizia o mancanza di volontà.
L’ADHD non compare improvvisamente in età adulta: le sue manifestazioni hanno origine nel periodo dello sviluppo, anche quando non vengono riconosciute durante l’infanzia. In alcuni casi, la diagnosi arriva soltanto quando le responsabilità aumentano e diventa più difficile compensare le difficoltà.
Le caratteristiche fondamentali del disturbo restano le stesse, ma possono cambiare le modalità con cui si manifestano*.
| Area | Bambini | Adulti |
| Disattenzione | Distrazione durante le lezioni e dimenticanza del materiale scolastico. | Difficoltà a gestire impegni, scadenze e responsabilità. |
| Iperattività | Movimento continuo e difficoltà a rimanere seduti. | Irrequietezza interiore e bisogno di essere sempre occupati. |
| Impulsività | Interruzioni e difficoltà ad aspettare il proprio turno. | Decisioni affrettate e difficoltà a controllare le reazioni. |
| Conseguenze | Problemi scolastici, conflitti con i coetanei e tensioni familiari. | Difficoltà lavorative, domestiche e relazionali. |
*I disturbi del neurosviluppo sono condizioni complesse e la sintomatologia non sempre corrisponde perfettamente ai quadri descritti nei criteri diagnostici. Per questo è fondamentale una valutazione specialistica multidisciplinare, che includa un’attenta raccolta anamnestica, per comprendere la storia e le caratteristiche specifiche di ogni persona.
Questa distinzione non è rigida: anche un adulto può manifestare iperattività motoria evidente e un bambino può presentare soprattutto disattenzione. Le manifestazioni dipendono dalla persona, dall’ambiente e dalle strategie utilizzate per gestire le difficoltà.
ADHD nelle donne: perché può essere riconosciuto più tardi?
La diagnosi di ADHD nelle donne risulta spesso più complessa e tardiva a causa di più fattori concomitanti: le modalità con cui i sintomi si manifestano, le aspettative sociali che influenzano la crescita delle bambine e i bias presenti nella valutazione clinica.
Nel sesso femminile prevalgono con maggiore frequenza disattenzione, disorganizzazione e irrequietezza interiore, manifestazioni meno evidenti e meno disturbanti per l’ambiente circostante. Una bambina distratta o assorta nei propri pensieri raramente determina difficoltà di gestione in classe e, per questo, richiama meno l’attenzione di insegnanti e familiari, che tendono a interpretarne il comportamento come timidezza, scarso impegno o disordine. Incidono inoltre le aspettative sociali: alle ragazze viene richiesto più frequentemente di essere ordinate, composte e attente, e molte sviluppano strategie di compensazione basate su un impegno costante, su un’intensa pianificazione o sul masking, ovvero l’imitazione dei comportamenti altrui per conformarsi al contesto. Ne consegue che le difficoltà rimangono celate, talvolta a prezzo di affaticamento, ansia e senso di inadeguatezza.
A ciò si aggiunge un possibile bias valutativo da parte del personale medico: i sintomi riferiti dalle donne vengono talora sottostimati o ricondotti ad altre cause, quali ansia, stress o alterazioni dell’umore, mentre gli stessi segnali, se riportati da un uomo, sono più facilmente considerati indicativi di un disturbo del neurosviluppo. Non è raro, pertanto, che una donna riceva in prima battuta altre diagnosi e giunga all’ADHD solo in età adulta, quando le responsabilità legate allo studio, al lavoro e alla gestione autonoma della vita quotidiana rendono le strategie di compensazione sempre meno sostenibili.
Tra i possibili segnali figurano difficoltà a mantenere la concentrazione, dimenticanze frequenti, problemi nell’organizzazione degli impegni, la percezione di una molteplicità di pensieri simultanei e la fatica nell’avviare o portare a termine le attività quotidiane. Tali manifestazioni non sono esclusive delle donne e non risultano sufficienti, di per sé, a identificare l’ADHD.
ADHD: differenza tra uomo e donna
Più che di sintomi differenti, si tratta di differenze nel modo in cui il disturbo si esprime, viene percepito e viene riconosciuto. Nei maschi sono più frequenti manifestazioni esterne di iperattività e impulsività, rilevate e segnalate precocemente. Nelle femmine le difficoltà prevalentemente disattentive possono passare inosservate, in particolare quando non determinano problemi evidenti sul piano comportamentale.
Le aspettative sociali e i bias valutativi contribuiscono ad accentuare tale divario: un bambino molto vivace viene segnalato precocemente, mentre una bambina distratta può essere considerata semplicemente timida o disorganizzata, e una donna che descrive i propri sintomi rischia di essere ascoltata con minore attenzione. Si tratta, in ogni caso, di tendenze generali e non di regole universali: una donna può presentare un’iperattività marcata e un uomo può manifestare prevalentemente sintomi disattentivi.
Per tale ragione, la valutazione deve fondarsi sulla storia personale e sulle caratteristiche individuali, evitando di basarsi su stereotipi di genere.
La presenza di alcuni sintomi non è sufficiente per stabilire una diagnosi. Difficoltà di concentrazione, irrequietezza e disorganizzazione possono avere cause diverse, tra cui problemi del sonno, ansia, depressione o difficoltà di apprendimento.
La valutazione dell’ADHD viene effettuata da un professionista sanitario qualificato e comprende generalmente:
Questionari e informazioni raccolte da familiari o insegnanti possono essere utili, ma nessun singolo test è sufficiente, da solo, a diagnosticare l’ADHD.
In caso di sospetto nei bambini, è possibile confrontarsi con il pediatra per individuare il percorso di valutazione più appropriato o con fondazioni del terzo settore specializzate, come Fondazione Irene, che offrono una prima consulenza gratuita. Gli adulti possono rivolgersi al medico di medicina generale o a uno specialista con esperienza nel disturbo.

Fondazione Irene ETS è a tua disposizione per fornirti assistenza, indicazioni e supporto psicologico relativamente alla gestione delle neurodivergenze. Se hai bisogno di confrontarti con degli esperti in materia di ADHD contattaci per fissare una prima consulenza gratuita.