Fondazione Irene Ets
Via Isonzo 149
, 04100 Latina (LT)
Tel: +39 389 446 6605
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Quando un bambino incontra difficoltà nell’apprendimento, nella gestione dei compiti, nell’attenzione o nell’organizzazione scolastica, la prima domanda che molti genitori si pongono è: “È normale oppure c’è qualcosa che dovrei approfondire?”.
Non sempre è facile distinguere una difficoltà temporanea da un segnale che merita attenzione. Proprio per questo la famiglia riveste un ruolo fondamentale nel percorso che può portare all’identificazione di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) o di un Bisogno Educativo Speciale (BES).
La famiglia è infatti il primo osservatore dello sviluppo del bambino. Nessuno conosce meglio di un genitore i suoi progressi, le sue abitudini, le sue fatiche e i suoi punti di forza. Tuttavia, osservare non significa diagnosticare. Comprendere questa distinzione è il primo passo per offrire un supporto efficace.
Molti genitori raccontano di aver notato qualcosa prima ancora che la scuola sollevasse dubbi: tempi molto lunghi per svolgere i compiti, difficoltà persistenti nella lettura, errori che sembrano ripetersi nonostante l’impegno, forte stanchezza mentale dopo poche attività scolastiche o una crescente frustrazione nei confronti della scuola.
Queste osservazioni hanno valore.
Spesso rappresentano il primo campanello d’allarme e possono contribuire a rendere più tempestivo un eventuale percorso di valutazione. Ignorare sistematicamente tali segnali nella speranza che il problema si risolva da solo può ritardare l’accesso agli strumenti di supporto di cui il bambino potrebbe avere bisogno.
Al tempo stesso, è importante ricordare che osservare non significa formulare una diagnosi. Le difficoltà possono avere origini diverse e solo professionisti qualificati possono valutare correttamente la situazione.
L’obiettivo della famiglia non è individuare il disturbo, ma raccogliere informazioni utili e condividerle con chi può aiutare a interpretarle il prima possibile. Come sottolineato anche dagli esperti che collaborano con Fondazione Irene, infatti, l’intervento precoce è uno degli strumenti più efficaci per prevenire conseguenze sul piano scolastico ed emotivo. Prima si comprendono i bisogni del bambino, prima è possibile offrirgli strategie adeguate.
Quando emergono dubbi, il dialogo tra famiglia e scuola diventa fondamentale.
Gli insegnanti osservano il bambino in un contesto diverso da quello familiare e possono notare aspetti che a casa non emergono. Allo stesso modo, i genitori possiedono informazioni preziose sulla quotidianità del figlio, sulle sue emozioni e sulle difficoltà che incontra durante lo studio.
Quando la famiglia comunica con la scuola può essere utile descrivere episodi specifici:
Allo stesso modo, è importante ascoltare le osservazioni della scuola senza viverle come un giudizio sul proprio ruolo genitoriale.
Una segnalazione da parte degli insegnanti non rappresenta una svalutazione delle capacità del bambino né delle competenze educative della famiglia. È semplicemente un’informazione che può contribuire a costruire una comprensione più completa della situazione.
La qualità della collaborazione tra adulti può influenzare in modo significativo la rapidità con cui il bambino riceve il supporto necessario.
Il modo in cui gli adulti reagiscono alle difficoltà può avere effetti profondi sul benessere del bambino.
Sentirsi ripetere continuamente di essere svogliato, distratto o poco impegnato può portare un bambino con DSA o BES a sviluppare una percezione negativa di sé. Al contrario, sentirsi compreso e sostenuto favorisce la costruzione di una maggiore fiducia nelle proprie capacità.
Questo non significa ignorare le difficoltà o abbassare le aspettative, ma riconoscere che l’impegno e il risultato non sempre coincidono. Molti bambini con DSA investono una quantità di energia molto maggiore rispetto ai coetanei per raggiungere gli stessi obiettivi.
Per questo motivo è importante valorizzare i progressi, celebrare i punti di forza e aiutare il bambino a comprendere che una difficoltà di apprendimento non definisce il suo valore come persona.
Per molte famiglie il momento più difficile è decidere quando chiedere supporto. Eppure confrontarsi con professionisti qualificati rappresenta spesso il modo migliore per trasformare dubbi e preoccupazioni in informazioni utili.
Oltre alle valutazioni specialistiche, può essere prezioso accedere a spazi di ascolto e orientamento dedicati ai genitori. In questa direzione si inseriscono iniziative come lo Sportello di Ascolto Psicologico promosso da Fondazione Irene, che offre un punto di confronto per famiglie, studenti e insegnanti che si trovano ad affrontare dubbi legati a DSA, BES o altre difficoltà scolastiche.
Nessun genitore può avere tutte le risposte. Ma ogni genitore possiede qualcosa di altrettanto importante: uno sguardo privilegiato sul proprio figlio. Quando questo sguardo viene condiviso con la scuola e con gli specialisti, diventa uno strumento prezioso per costruire un percorso di supporto efficace, rispettoso e centrato sui bisogni reali del bambino.