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La poesia è uno strumento didattico

Marzo 2024

Intervista alla dott.ssa Margherita Rimi, neuropsichiatra infantile, membro del Comitato Scientifico Fondazione Irene Ets. 

La poesia può diventare uno strumento didattico?

La poesia dovrebbe essere integrata nella didattica, è un’arte e anche uno strumento utile per lo sviluppo linguistico e cognitivo, affettivo e dell’immaginazione dei bambini. Per attuare una didattica della poesia è necessario che il personale sia formato sia sulla poesia e la musica, sia sul gioco e  sulla conoscenza profonda dei bambini. La poesia rappresenta un viaggio nella parola, dunque un viaggio ludico-conoscitivo del mondo e di sé stessi.

La parola e la poesia non si possono staccare dalla componente di gioco e di fantasia che caratterizzano l’infanzia, perciò le metodologie didattiche devono essere adeguate all’età diverse dei piccoli. I bambini, per natura, sono molto sensibili alla parole, alla voce umana alle loro musicalità, e tendono in modo naturale a giocare con le parole stesse ad inventarle ad associarle (Gianni Rodari, a riguardo, ci ha lasciato un grande insegnamento nelle sue opere). 

Nello sviluppo del bambino, l’acquisizione del linguaggio non dipende solo da processi neurobiologici, ma anche da processi relazionali e affettivi. Quindi i piccoli si appropriano delle  parole, dei suoni  e costruiscono una vera e propria lingua soggettiva, identitaria.  Questa lingua nasce dalla sperimentazione individuale del mondo, dallo stupore della conoscenza, dalla magia di nominare e associare le cose, dal pensiero e dalla immaginazione. 

Ci sorprende la lingua dei bambini perché è anche irregolare nelle associazioni e nelle invenzione di suoni, di parole e di significati; e perché  porta con se la meraviglia della scoperta, dell’interrogazione sul mondo. Tutto questo le conferisce caratteristiche poetiche. 

Attraverso la loro lingua, noi adulti, abbiamo la possibilità di conoscere un altro modo, di guardare la realtà con i loro occhi. Lo dovremmo riconoscere, perché anche noi adulti siamo stati, un tempo, bambini. In questa conoscenza del bambino e nella reciprocità si devono porre le basi di ogni proposta di didattica della poesia.

Nell’ambito dell’apprendimento, la poesia può diventare una modalità di comunicazione?

La poesia è costituita di parole e le parole portano significati: affettivi di relazione, di pensiero, di fantasia, di gioco, etc… La poesia è una forma di comunicazione speciale e profonda che unisce le parole al suono, al ritmo, e ai significati. Un poeta scrive sempre per comunicare qualcosa al mondo. La poesia, come l’arte in genere, non è una creazione solipsistica.

Secondo lei perché il genere poetico è sempre meno conosciuto dai giovani? È vero o è un luogo comune?

La poesia è un’arte e perciò proporla ai giovani non è facile. Nell’ambito della scuola, prima di tutto, è necessario che venga formato l’adulto, nel caso specifico, l’insegnante. Per chi insegna è necessario avere delle conoscenze tecniche specifiche sulla poesia. Ma ritengo necessari anche interventi legislativi che sostengano la promozione della poesia, e non solo nelle scuole. Ai giovani dovrebbe essere data la possibilità di stare nei laboratori dei poeti, per appropriarsi del linguaggio della poesia, per farne una propria lingua, sperimentare e trovare il proprio talento nella costruzione di un testo poetico. E anche qualcuno di loro, in futuro, diventare poeta.

Se ai ragazzi non diamo la possibilità di entrare nel mondo dell’arte poetica, non possiamo pretendere che apprezzino la bellezza della poesia. La sentiranno come estranea. Anche per i giovani la parola e la poesia possono divenire un viaggio affascinante di conoscenza di sé stessi e del mondo. La poesia ci insegna che le parole sono preziose e uniche, non sono oggetti di consumo da buttare lì, come spesso avviene sui social e anche e in TV.

La poesia ci insegna che le parole rappresentano una responsabilità per chi le “parla” e per chi le scrive, che una parola può costruire ma anche distruggere. Che le parole sono portatrici della sensibilità, dell’intelligenza, del pensiero umano. La poesia insegna un’etica della parola e dell’umano.