Fondazione Irene Ets
Via Isonzo 149
, 04100 Latina (LT)
Tel: +39 389 446 6605
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Le prove INVALSI stanno arrivando e, diciamocelo chiaramente, nelle case scatta subito l’allarme rosso. La domanda che rimbalza nelle chat di classe e toglie il sonno alle famiglie è sempre la stessa: “Mio figlio ha un DSA, come funzionerà davvero? Sarà tutelato o verrà lasciato solo davanti al computer?”.
Facciamo chiarezza subito. Respirate.
Il punto chiave da stamparsi in testa è questo: gli studenti con DSA fanno le prove, ma con le misure previste dal loro PDP (Piano Didattico Personalizzato).
Non è un “favore” che vi fa la scuola. Non è una concessione del momento. È un diritto.
Abbiamo analizzato la normativa e condensato tutto in pochi punti essenziali. Se avete chiaro questo, avete in mano la mappa per navigare le prove INVALSI senza stress.
Sono prove standardizzate nazionali che servono a valutare il sistema scolastico. Ma attenzione: per uno studente con DSA, non devono diventare un ostacolo insormontabile o una gara a ostacoli.
La Regola d’Oro è la coerenza: quello che lo studente usa normalmente in classe secondo il PDP deve essere garantito anche durante la prova. Se usa la calcolatrice tutto l’anno, la usa anche all’INVALSI. Punto.
Le prove si svolgono applicando il PDP attivo. Non si va “a sentimento” o “a voce” il giorno stesso del test. Tutto deve essere preparato prima.
Ecco cosa spetta di diritto se indicato nel documento:
La scuola (Dirigente e Consiglio di Classe) organizza le prove, ma non può ignorare il PDP.
Nota importante per gli altri BES (non DSA): Qui la regola è rigida. Se c’è un PDP firmato, si possono usare gli strumenti compensativi. Se non c’è un PDP, purtroppo non sono previsti strumenti obbligatori o misure dispensative automatiche.
Non aspettate l’ultimo secondo sperando che vada tutto bene. Muovetevi d’anticipo con questi 3 passaggi:

Per chi vuole approfondire ed essere inattaccabile, ecco i riferimenti di legge. Questi sono i pilastri su cui poggiano i diritti dei vostri figli:
L’obiettivo finale? Garantire l’equità della prova. Nessuno vuole vantaggi, solo la possibilità di dimostrare il proprio valore ad armi pari.